Una sfoglia ruvida, un mattarello e un telaio con corde metalliche bastano per trasformare pochi ingredienti negli spaghetti alla chitarra, uno dei formati più riconoscibili della cucina abruzzese. In queste righe spiego come funziona la chitarra, quali proporzioni usare, come ottenere una pasta dalla sezione quadrata e quali condimenti valorizzano davvero la sua consistenza.
La pasta abruzzese che trattiene ogni tipo di sugo
- Origine: è una specialità legata soprattutto all’Abruzzo.
- Strumento: la chitarra taglia la sfoglia in fili dalla sezione quadrata.
- Impasto: la proporzione pratica è circa 100 g di farina e 1 uovo per persona.
- Riposo: da 30 a 60 minuti rende la pasta più elastica e facile da lavorare.
- Condimenti: ragù, pallottine, sughi di pomodoro e preparazioni di mare sono abbinamenti particolarmente riusciti.
Che cosa distingue questo formato dalla pasta comune
Il nome deriva da uno strumento domestico simile a un piccolo telaio musicale. La sfoglia viene appoggiata sulle corde d’acciaio e schiacciata con il mattarello, così si rompe in strisce regolari invece di essere tagliata con una lama.
Il risultato non è uno spaghetto rotondo, ma una pasta con sezione quadrata, generalmente larga circa 2-3 millimetri. Gli angoli e la superficie leggermente ruvida trattengono il condimento meglio di molte paste lisce, soprattutto quando il sugo è denso o contiene piccoli pezzi di carne.
In Abruzzo il formato è conosciuto anche come maccheroni alla chitarra. La tradizione lo lega in particolare alle preparazioni della zona teramana, dove viene spesso servito con il ragù e le pallottine, piccole polpette di carne. A cambiare non è soltanto il nome, ma anche il modo in cui la pasta porta il sugo al palato.
La chitarra e il modo corretto di usarla
La chitarra tradizionale ha un telaio di legno attraversato da corde metalliche parallele. Alcuni modelli presentano due lati con distanze diverse tra le corde: il lato più fitto serve per il formato sottile, mentre quello più largo può essere usato per tagli simili alle fettuccine.
La sfoglia deve essere spessa e compatta, non sottile come quella delle tagliatelle. Se è troppo fine, le corde la strappano male e producono frammenti irregolari; se è troppo umida, invece, tende ad attaccarsi al legno.
- Stendi una porzione di impasto in una sfoglia rettangolare leggermente più corta del telaio.
- Infarina appena le corde e appoggia sopra la sfoglia.
- Passa il mattarello con pressione uniforme, dall’alto verso il basso.
- Raccogli i fili con le mani e spolverali con poca semola.
- Lascia asciugare la pasta per 10-20 minuti prima di cuocerla.
Non serve schiacciare con tutta la forza. Io preferisco fare due passaggi decisi e regolari, perché una pressione eccessiva può deformare la chitarra o incollare la sfoglia alle corde. Se la pasta non scende, spesso il problema non è il telaio, ma un impasto ancora troppo morbido.

Come preparare l’impasto senza complicarsi la vita
Per quattro persone uso una base semplice e affidabile. La semola rimacinata di grano duro dà struttura e una buona tenuta in cottura, mentre una parte di farina 00 rende l’impasto più facile da stendere. Si può usare anche solo semola, ottenendo però una pasta più rustica e resistente.
| Ingrediente | Quantità per 4 persone | Funzione |
|---|---|---|
| Semola rimacinata | 300 g | Dona corpo e tenuta |
| Farina 00 | 100 g | Rende la sfoglia più elastica |
| Uova medie | 4 | Legano l’impasto e aggiungono sapore |
| Sale | Un pizzico | Regola il gusto |
Impastare e far riposare
Dispongo le farine a fontana, rompo al centro le uova e incorporo gradualmente la parte asciutta. Lavoro l’impasto per circa 8-10 minuti, finché diventa liscio e compatto. Non aggiungo acqua automaticamente: la quantità dipende dalla grandezza delle uova e dall’umidità della farina.
Avvolgo il panetto e lo lascio riposare da 30 a 60 minuti a temperatura ambiente. Questo passaggio rilassa il glutine, cioè la rete proteica che rende l’impasto elastico, e impedisce alla sfoglia di ritirarsi mentre la stendo.
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Gli errori che compromettono il risultato
- Impasto molle: produce fili appiccicosi e poco definiti.
- Sfoglia troppo sottile: perde la consistenza caratteristica del formato.
- Poca semola: favorisce l’adesione tra i fili appena tagliati.
- Riposo saltato: rende difficile stendere la pasta in modo uniforme.
- Cottura prolungata: rovina la superficie ruvida e fa perdere il morso.
Quanto cuoce e come scegliere il condimento
La pasta fresca appena tagliata cuoce in genere in 4-6 minuti, ma lo spessore e il tempo di asciugatura possono cambiare il risultato. Io assaggio già dopo 3 minuti e controllo spesso: deve restare soda al centro, senza diventare dura.
L’acqua deve essere abbondante e salata, mentre il sugo dovrebbe essere pronto prima di immergere la pasta. Conservare una tazza dell’acqua di cottura è utile perché l’amido aiuta a legare il condimento durante la mantecatura.
| Condimento | Perché funziona | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Ragù di carne | La superficie ruvida trattiene il sugo corposo | Servilo con una cottura lenta di almeno 1 ora |
| Pallottine al pomodoro | È l’abbinamento più identitario della tradizione abruzzese | Prepara polpette molto piccole, così restano proporzionate alla pasta |
| Pomodoro e basilico | Lascia riconoscere il sapore dell’impasto | Usa un sugo non troppo liquido |
| Frutti di mare | La forma quadrata raccoglie bene fondo e aromi | Cuoci la pasta leggermente al dente e termina in padella |
| Cacio e pepe | L’amido della pasta aiuta a creare una crema stabile | Spegni il fuoco prima di incorporare il formaggio |
Non la sceglierei per un condimento troppo delicato e acquoso, perché la pasta rischia di sembrare pesante. Al contrario, con un ragù ben ristretto o con un sugo di pomodoro concentrato, la sua struttura diventa un vantaggio evidente.
Confronto con tonnarelli, tagliatelle e troccoli
Formati diversi possono sembrare quasi identici nel piatto, ma non si comportano allo stesso modo. La differenza principale riguarda la forma, lo strumento e spesso la composizione dell’impasto.
| Formato | Sezione | Strumento o tecnica | Condimenti indicati |
|---|---|---|---|
| Maccheroni alla chitarra | Quadrata | Telaio con corde | Ragù, pallottine, sughi intensi |
| Tonnarelli | Di solito quadrata o leggermente rettangolare | Taglio a macchina o a mano | Cacio e pepe, gricia, amatriciana |
| Tagliatelle | Piatta e larga | Coltello o tagliapasta | Ragù, funghi, burro e salvia |
| Troccoli | Più spessa e generalmente rotonda | Mattarello scanalato | Sughi pugliesi, legumi, pesce |
In casa non mi preoccuperei troppo delle etichette commerciali. Se la pasta ha una forma quadrata, una buona consistenza e nasce dalla pressione su corde metalliche, conserva già l’identità del formato, anche quando il produttore la chiama tonnarello per ragioni regionali o di vendita.
Come servirla per valorizzare davvero la pasta
La quantità abituale è di circa 80-100 g di pasta fresca a persona, soprattutto se il condimento contiene carne o polpette. Con un sugo leggero si può arrivare a 120 g, ma oltre questa soglia il piatto tende a diventare abbondante.
Terminare la cottura in padella fa una differenza concreta. Trasferisco la pasta nel condimento quando è ancora leggermente soda, aggiungo poca acqua amidacea e mescolo per 30-60 secondi. In questo modo il sugo aderisce ai lati e non rimane sul fondo del piatto.
Per una versione tradizionale sceglierei ragù e pallottine; per una cena più rapida, pomodoro, pecorino e basilico. La pasta è abbastanza robusta da sostenere sapori decisi, ma proprio per questo conviene evitare di coprirla con quantità eccessive di formaggio o con un sugo troppo grasso.
Il dettaglio che fa riconoscere una buona chitarra
Una buona riuscita si vede prima ancora dell’assaggio. I fili devono essere regolari, separati e ruvidi, con una consistenza che resiste alla cottura senza diventare gommosa. Se il taglio è irregolare, non è un difetto grave: nella pasta fatta a mano conta più il morso uniforme che la perfezione geometrica.
La mia regola è semplice: impasto sodo, riposo paziente, sfoglia non troppo sottile e condimento pronto in anticipo. Quando questi quattro elementi sono rispettati, il telaio fa il suo lavoro e porta in tavola una pasta genuinamente abruzzese, capace di trasformare anche un sugo semplice in un piatto completo e memorabile.