Bagnun di acciughe, la ricetta ligure di Riva Trigoso

Elda Grasso .

19 maggio 2026

Un saporito bagnun di acciughe in padella, con pomodoro e prezzemolo, pronto per essere gustato con pane tostato.
Quando voglio portare a tavola un sapore autentico della Riviera di Levante, preparo il bagnun di acciughe: una zuppa ligure rustica, profumata e sorprendentemente semplice. Qui trovi le dosi per 4 persone, il procedimento passo dopo passo, i criteri per scegliere il pesce fresco e gli errori che possono rendere le acciughe asciutte o troppo salate.

Una zuppa ligure semplice, intensa e pronta in meno di un’ora

  • Origine nella tradizione marinara di Riva Trigoso, nel Levante ligure.
  • Servono 500 g di acciughe fresche, pomodoro, cipolla, aglio, vino bianco e gallette del marinaio.
  • La salsa deve risultare concentrata, non brodosa.
  • Le acciughe cuociono soltanto 5-8 minuti, così restano morbide.
  • Il riposo finale di 5-10 minuti ammorbidisce il pane senza sfaldarlo del tutto.

Che cos’è il bagnun e perché appartiene a Riva Trigoso

Il bagnun è una zuppa di acciughe fresche e pomodoro nata nella cucina dei pescatori di Riva Trigoso, frazione di Sestri Levante. In origine veniva preparata anche a bordo dei leudi, le imbarcazioni utilizzate per i commerci lungo la costa, con ingredienti economici, resistenti e facili da reperire.

La sua particolarità è la presenza della galletta del marinaio, un pane secco pensato per conservarsi a lungo. Non è una zuppa liquida come un brodo di pesce: il condimento è denso e saporito, mentre il pane assorbe il sugo fino a diventare morbido ai bordi e ancora leggermente consistente al centro.

La ricetta è legata alla tradizione locale anche attraverso la Sagra del Bagnun, organizzata a Riva Trigoso nel mese di luglio fin dal 1960. Io trovo interessante proprio questo equilibrio tra cucina povera e risultato finale: pochi ingredienti, ma nessuno superfluo.

Acciughe in salsa di pomodoro, un saporito bagnun di acciughe pronto per essere gustato.

Ingredienti e dosi per quattro persone

Per ottenere un buon risultato, la qualità delle acciughe conta più della quantità di aromi. Devono avere occhi brillanti, pelle lucida e odore delicato di mare. Se il pesce è già molto maturo o presenta un odore pungente, questa preparazione non riuscirà a mascherarlo.

Ingrediente Quantità Indicazione pratica
Acciughe fresche 500 g Già pulite, equivalgono a circa 350-400 g di polpa
Gallette del marinaio 4 Una per ogni fondina
Pomodori maturi o pelati 300 g Meglio una polpa non troppo acquosa
Cipolle 2 medie Affettate sottilmente
Aglio 3 spicchi Interi o leggermente schiacciati
Prezzemolo 1 piccolo ciuffo Tritato al momento
Vino bianco secco 100 ml Serve a profumare e a bilanciare il pomodoro
Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai Preferibilmente ligure, dal gusto non aggressivo
Sale e pepe Quanto basta Regolare solo dopo aver assaggiato il sugo

Le gallette possono essere sostituite con pane biscottato spesso, ma eviterei il pane fresco: assorbe il condimento troppo velocemente e tende a trasformarsi in una pappa uniforme. Il peperoncino non appartiene alla versione più tradizionale, però una quantità minima può piacere a chi ama una nota più vivace.

Come preparare la zuppa ligure passo dopo passo

Pulire le acciughe

Stacco la testa tirandola delicatamente verso il ventre, così spesso vengono via insieme anche interiora e lisca centrale. Apro il pesce, elimino eventuali residui e lo sciacquo rapidamente sotto acqua fredda, poi lo asciugo con carta da cucina.

Non lascerei le acciughe immerse nell’acqua: perdono sapore e diventano più fragili. Se le acquistate già pulite, controllate comunque che non siano rimaste lische e conservatele in frigorifero fino al momento della cottura.

Preparare il fondo

In una casseruola bassa scaldo l’olio e lascio appassire le cipolle con l’aglio a fiamma dolce per 6-8 minuti. Il soffritto non deve diventare scuro, perché la cipolla bruciata coprirebbe la delicatezza del pesce.

Aggiungo i pomodori tagliati a pezzetti, il prezzemolo e il vino bianco. Lascio evaporare l’alcol per un paio di minuti, poi cuocio il sugo per 15-20 minuti, finché diventa denso. Se uso pomodori molto acquosi, posso prolungare la cottura di qualche minuto, senza aggiungere farina o addensanti.

Cuocere le acciughe

Dispongo i filetti nel sugo, preferibilmente in uno strato solo. Copro la casseruola e lascio cuocere per 5-8 minuti, muovendo il recipiente con delicatezza invece di mescolare con il cucchiaio.

Le acciughe sono pronte quando la carne diventa opaca e si stacca facilmente. Cuocerle per 15 minuti, come a volte si fa con altri pesci, le rende asciutte e sfibrate. Questo è il passaggio in cui, secondo me, si decide gran parte della riuscita del piatto.

Leggi anche: Grigliata di pesce alla brace - tempi e cottura

Servire con le gallette

Metto una galletta in ogni fondina e la copro con il sugo bollente e i filetti. Lascio riposare per 5-10 minuti, il tempo necessario perché il pane assorba il condimento senza dissolversi del tutto.

Completo con un filo di olio extravergine e, se desidero, poco prezzemolo fresco. Servirei il piatto subito, perché raffreddandosi il sugo si rapprende e la consistenza delle gallette cambia rapidamente.

Gli errori che compromettono il risultato

Il primo errore è usare acciughe sott’olio o sotto sale pensando di ottenere lo stesso piatto. Possono essere utili per altre ricette, ma qui servono acciughe fresche: hanno una polpa più delicata e rilasciano umidità durante la cottura.

  • Sugo troppo liquido: i pomodori contengono molta acqua oppure la casseruola è stata coperta troppo a lungo. Basta restringere il condimento prima di aggiungere il pesce.
  • Pesce duro: le acciughe sono rimaste sul fuoco oltre il necessario. La cottura deve essere breve e delicata.
  • Piatto eccessivamente salato: il sale è stato aggiunto prima di conoscere la sapidità naturale del pesce. Io ne metto pochissimo all’inizio e correggo solo alla fine.
  • Aglio dominante: gli spicchi sono stati rosolati a temperatura troppo alta. Meglio lasciarli interi, così si possono rimuovere prima del servizio.
  • Galletta completamente sfatta: il pane è stato lasciato nel sugo troppo a lungo. Va sistemato nelle fondine soltanto al momento di servire.

Non cercherei di trasformare questa preparazione in una zuppa ricca aggiungendo cozze, gamberi o calamari. Sarebbe una buona zuppa di pesce, ma perderebbe l’identità del bagnun, costruita proprio sul rapporto tra acciuga, pomodoro e pane secco.

Varianti possibili e abbinamenti consigliati

Esistono piccole differenze tra le ricette familiari. Alcune prevedono solo aglio, pomodoro e olio; altre usano cipolla, prezzemolo e vino bianco. Anche origano e basilico possono comparire come finitura, ma io li userei con moderazione per non coprire il profumo marino.

Scelta Risultato Quando preferirla
Pomodori freschi Gusto più dolce e leggero In estate, con pomodori maturi e poco acquosi
Pomodori pelati Sugo più stabile e concentrato Durante tutto l’anno
Gallette del marinaio Consistenza rustica e tradizionale Per rispettare lo stile originale
Pane biscottato Morso più friabile Quando non si trovano le gallette liguri
Come accompagnamento sceglierei un vino bianco ligure secco, servito fresco ma non ghiacciato. Un Vermentino o un Pigato funzionano bene perché hanno acidità sufficiente per alleggerire il pomodoro e la parte oleosa. In alternativa bastano acqua fresca e qualche fetta di limone, anche se non spremerlo direttamente sul piatto: l’acidità rischierebbe di coprire il gusto delle acciughe.

La zuppa va consumata appena preparata. Se avanza, si può conservare in frigorifero per un giorno in un contenitore chiuso, ma conviene tenere le gallette separate e riscaldare il sugo dolcemente prima di servirlo.

Il dettaglio che porta il sapore del Levante nel piatto

Per me il segreto non è aggiungere ingredienti, ma rispettare i tempi. Un buon soffritto dolce, un pomodoro ben ristretto, acciughe cotte brevemente e pane aggiunto all’ultimo bastano per ottenere una preparazione intensa senza appesantirla.

Il risultato migliore arriva quando il pesce resta protagonista e la salsa lo sostiene soltanto. È una ricetta economica, stagionale e concreta, capace di raccontare la cucina marinara ligure con quattro elementi essenziali e un profumo che ricorda subito il mare.

Domande frequenti

Il bagnun è una zuppa ligure di acciughe fresche e pomodoro nata nella cucina dei pescatori di Riva Trigoso, nel Levante ligure. Si prepara con una salsa densa e gallette del marinaio, che assorbono il condimento senza trasformarsi in brodo.
Servono 500 g di acciughe fresche già pulite, 4 gallette del marinaio, 300 g di pomodori, 2 cipolle, 3 spicchi d’aglio, 100 ml di vino bianco, prezzemolo e 4 cucchiai di olio extravergine. Il sale va regolato solo dopo aver assaggiato il sugo.
Dopo aver ristretto il sugo per 15-20 minuti, le acciughe devono cuocere coperte per soli 5-8 minuti. Sono pronte quando la carne diventa opaca e si stacca facilmente; una cottura più lunga le rende asciutte.
Le gallette possono essere sostituite con pane biscottato spesso, che mantiene una consistenza friabile. È meglio evitare il pane fresco, perché assorbe troppo rapidamente il condimento e tende a sfaldarsi.
Il sugo può essere conservato in frigorifero per un giorno in un contenitore chiuso. Le gallette vanno tenute separate e il sugo deve essere riscaldato dolcemente prima di essere servito.
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Autor Elda Grasso
Elda Grasso
Mi chiamo Elda Grasso e da 13 anni coltivo la mia passione per i sapori del mondo, esplorando e condividendo ricette e tradizioni gastronomiche che attraversano i confini. Quello che mi affascina di più è la capacità del cibo di raccontare storie, di connettere culture e di portare un pezzo di ogni angolo del pianeta nelle nostre cucine. Qui su fabbricadeigusti.it, mi impegno a rendere accessibili e comprensibili le sfumature della cucina globale, verificando le fonti e confrontando le informazioni per offrirvi un quadro sempre accurato e aggiornato. Il mio obiettivo è guidarvi in un viaggio culinario che sia al tempo stesso istruttivo e delizioso, semplificando anche gli argomenti più complessi e organizzando la conoscenza in modo chiaro e fruibile.
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