Una zuppa ligure semplice, intensa e pronta in meno di un’ora
- Origine nella tradizione marinara di Riva Trigoso, nel Levante ligure.
- Servono 500 g di acciughe fresche, pomodoro, cipolla, aglio, vino bianco e gallette del marinaio.
- La salsa deve risultare concentrata, non brodosa.
- Le acciughe cuociono soltanto 5-8 minuti, così restano morbide.
- Il riposo finale di 5-10 minuti ammorbidisce il pane senza sfaldarlo del tutto.
Che cos’è il bagnun e perché appartiene a Riva Trigoso
Il bagnun è una zuppa di acciughe fresche e pomodoro nata nella cucina dei pescatori di Riva Trigoso, frazione di Sestri Levante. In origine veniva preparata anche a bordo dei leudi, le imbarcazioni utilizzate per i commerci lungo la costa, con ingredienti economici, resistenti e facili da reperire.
La sua particolarità è la presenza della galletta del marinaio, un pane secco pensato per conservarsi a lungo. Non è una zuppa liquida come un brodo di pesce: il condimento è denso e saporito, mentre il pane assorbe il sugo fino a diventare morbido ai bordi e ancora leggermente consistente al centro.
La ricetta è legata alla tradizione locale anche attraverso la Sagra del Bagnun, organizzata a Riva Trigoso nel mese di luglio fin dal 1960. Io trovo interessante proprio questo equilibrio tra cucina povera e risultato finale: pochi ingredienti, ma nessuno superfluo.

Ingredienti e dosi per quattro persone
Per ottenere un buon risultato, la qualità delle acciughe conta più della quantità di aromi. Devono avere occhi brillanti, pelle lucida e odore delicato di mare. Se il pesce è già molto maturo o presenta un odore pungente, questa preparazione non riuscirà a mascherarlo.
| Ingrediente | Quantità | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Acciughe fresche | 500 g | Già pulite, equivalgono a circa 350-400 g di polpa |
| Gallette del marinaio | 4 | Una per ogni fondina |
| Pomodori maturi o pelati | 300 g | Meglio una polpa non troppo acquosa |
| Cipolle | 2 medie | Affettate sottilmente |
| Aglio | 3 spicchi | Interi o leggermente schiacciati |
| Prezzemolo | 1 piccolo ciuffo | Tritato al momento |
| Vino bianco secco | 100 ml | Serve a profumare e a bilanciare il pomodoro |
| Olio extravergine d’oliva | 4 cucchiai | Preferibilmente ligure, dal gusto non aggressivo |
| Sale e pepe | Quanto basta | Regolare solo dopo aver assaggiato il sugo |
Le gallette possono essere sostituite con pane biscottato spesso, ma eviterei il pane fresco: assorbe il condimento troppo velocemente e tende a trasformarsi in una pappa uniforme. Il peperoncino non appartiene alla versione più tradizionale, però una quantità minima può piacere a chi ama una nota più vivace.
Come preparare la zuppa ligure passo dopo passo
Pulire le acciughe
Stacco la testa tirandola delicatamente verso il ventre, così spesso vengono via insieme anche interiora e lisca centrale. Apro il pesce, elimino eventuali residui e lo sciacquo rapidamente sotto acqua fredda, poi lo asciugo con carta da cucina.
Non lascerei le acciughe immerse nell’acqua: perdono sapore e diventano più fragili. Se le acquistate già pulite, controllate comunque che non siano rimaste lische e conservatele in frigorifero fino al momento della cottura.
Preparare il fondo
In una casseruola bassa scaldo l’olio e lascio appassire le cipolle con l’aglio a fiamma dolce per 6-8 minuti. Il soffritto non deve diventare scuro, perché la cipolla bruciata coprirebbe la delicatezza del pesce.
Aggiungo i pomodori tagliati a pezzetti, il prezzemolo e il vino bianco. Lascio evaporare l’alcol per un paio di minuti, poi cuocio il sugo per 15-20 minuti, finché diventa denso. Se uso pomodori molto acquosi, posso prolungare la cottura di qualche minuto, senza aggiungere farina o addensanti.
Cuocere le acciughe
Dispongo i filetti nel sugo, preferibilmente in uno strato solo. Copro la casseruola e lascio cuocere per 5-8 minuti, muovendo il recipiente con delicatezza invece di mescolare con il cucchiaio.
Le acciughe sono pronte quando la carne diventa opaca e si stacca facilmente. Cuocerle per 15 minuti, come a volte si fa con altri pesci, le rende asciutte e sfibrate. Questo è il passaggio in cui, secondo me, si decide gran parte della riuscita del piatto.
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Servire con le gallette
Metto una galletta in ogni fondina e la copro con il sugo bollente e i filetti. Lascio riposare per 5-10 minuti, il tempo necessario perché il pane assorba il condimento senza dissolversi del tutto.
Completo con un filo di olio extravergine e, se desidero, poco prezzemolo fresco. Servirei il piatto subito, perché raffreddandosi il sugo si rapprende e la consistenza delle gallette cambia rapidamente.
Gli errori che compromettono il risultato
Il primo errore è usare acciughe sott’olio o sotto sale pensando di ottenere lo stesso piatto. Possono essere utili per altre ricette, ma qui servono acciughe fresche: hanno una polpa più delicata e rilasciano umidità durante la cottura.
- Sugo troppo liquido: i pomodori contengono molta acqua oppure la casseruola è stata coperta troppo a lungo. Basta restringere il condimento prima di aggiungere il pesce.
- Pesce duro: le acciughe sono rimaste sul fuoco oltre il necessario. La cottura deve essere breve e delicata.
- Piatto eccessivamente salato: il sale è stato aggiunto prima di conoscere la sapidità naturale del pesce. Io ne metto pochissimo all’inizio e correggo solo alla fine.
- Aglio dominante: gli spicchi sono stati rosolati a temperatura troppo alta. Meglio lasciarli interi, così si possono rimuovere prima del servizio.
- Galletta completamente sfatta: il pane è stato lasciato nel sugo troppo a lungo. Va sistemato nelle fondine soltanto al momento di servire.
Non cercherei di trasformare questa preparazione in una zuppa ricca aggiungendo cozze, gamberi o calamari. Sarebbe una buona zuppa di pesce, ma perderebbe l’identità del bagnun, costruita proprio sul rapporto tra acciuga, pomodoro e pane secco.
Varianti possibili e abbinamenti consigliati
Esistono piccole differenze tra le ricette familiari. Alcune prevedono solo aglio, pomodoro e olio; altre usano cipolla, prezzemolo e vino bianco. Anche origano e basilico possono comparire come finitura, ma io li userei con moderazione per non coprire il profumo marino.
| Scelta | Risultato | Quando preferirla |
|---|---|---|
| Pomodori freschi | Gusto più dolce e leggero | In estate, con pomodori maturi e poco acquosi |
| Pomodori pelati | Sugo più stabile e concentrato | Durante tutto l’anno |
| Gallette del marinaio | Consistenza rustica e tradizionale | Per rispettare lo stile originale |
| Pane biscottato | Morso più friabile | Quando non si trovano le gallette liguri |
La zuppa va consumata appena preparata. Se avanza, si può conservare in frigorifero per un giorno in un contenitore chiuso, ma conviene tenere le gallette separate e riscaldare il sugo dolcemente prima di servirlo.
Il dettaglio che porta il sapore del Levante nel piatto
Per me il segreto non è aggiungere ingredienti, ma rispettare i tempi. Un buon soffritto dolce, un pomodoro ben ristretto, acciughe cotte brevemente e pane aggiunto all’ultimo bastano per ottenere una preparazione intensa senza appesantirla.
Il risultato migliore arriva quando il pesce resta protagonista e la salsa lo sostiene soltanto. È una ricetta economica, stagionale e concreta, capace di raccontare la cucina marinara ligure con quattro elementi essenziali e un profumo che ricorda subito il mare.